Carta dei servizi - Codice Etico e Storia dell'Istituto

CODICE ETICO

Si rimanda al CODICE ETICO pubblicato e periodicamente aggiornato sul sito internet dell'Azienda che si riferisce ai principi di:

• rispetto della normativa vigente
• onestà e correttezza
• imparzialità e pari opportunità
• centralità della persona
• riservatezza
• prevenzioni e conflitti d'interesse
• trasparenza e completezza delle informazioni


LA STORIA DELL'ISTITUTO "DE RODOLFI"

La Casa di Riposo De Rodolfi porta il nome del benefattore Cristoforo De Rodolfi che, con testamento del 09.05.1535 istituì una "Casa della Carità" con il compito di distribuire ogni anno le rendite della sua eredità ai poveri di Vigevano.
Il benefattore decise anche che quattro amministratori, di cui uno sempre della famiglia De Rodolfi, gestissero i beni, rendendo annualmente conto al Consiglio generale della Città di Vigevano.
Con Regie Patenti del 22.07.1768 fu deciso il passaggio dell'Amministrazione di tale Opera Pia dei Poveri alla Congregazione Generale Provinciale di Carità che il 01.10.1832 aprì, in un'ala dell'Ospedale degli infermi (cioè attuale Municipio), una Casa di ricovero e di lavoro per i poveri della Città e Territorio di Vigevano che accoglieva, quindi, i poveri inabili e i poveri abili occupati principalmente nell'attività di tessitura, i cui prodotti venivano venduti.
L'opera Pia si finanziava: con il lavoro degli ospiti, con un contributo annuo dell'Ospedale, con le questue, con le offerte di privati cittadini, con un contributo annuo del Vescovo e con i lasciti dei benefattori che per tutto l'ottocento concorsero ad aumentare il patrimonio.
Nel 1897 l'ing. Stefano Colli Cantone lasciò in eredità un cospicuo lascito ed anche il terreno in zona fiera per costruire la nuova sede, che fu inaugurata l'8 giugno 1908.
Lo Statuto del Pio Istituto dei Poveri del 1918 portò alcune significative innovazioni:

• il lavoro degli ospiti non fu più obbligatorio, ma facoltativo ed eseguito dietro corrispettivo di una proporzionata retribuzione, utilizzata dai ricoverati per le minute spese personali;
• nei limiti dei posti disponibili potevano essere ammesse persone non aventi diritto al ricovero gratuito ma che pagavano una retta e anche persone non native di Vigevano, purché vi avessero il domicilio di soccorso;
• fu introdotta la figura del Rettore Spirituale, per l'assistenza religiosa agli ospiti, pagato con i beni lasciati in eredità dal notaio Francesco Basletta.

L'Istituto De Rodolfi fece parte fino al 1983 delle Istituzione Pubbliche di Assistenza e Beneficenza. A seguito delle gravi difficoltà economiche che il normale funzionamento e qualsiasi attività di manutenzione ordinaria e straordinaria dell'edificio, il Consiglio di amministrazione dell'Istituto De Rodolfi con deliberazione m. 23/694 del 04.06.1982 formulò la proposta alla giunta regionale di estinzione dell'Istituto De Rodolfi, indicando nel comune di vigevano l'Ente a cui trasferire il patrimonio.
Il Consiglio Comunale di Vigevano espresse parere favorevole con deliberazione consiliare n.164 del 07.07.1982.

Con atto n. 109/93 del 27.04.1983 il Presidente della regione Lombardia decretò l'estinzione della I.P.A.B Istituto De Rodolfi, con il conseguente passaggio della proprietà e del personale di ruolo e non di ruolo al Comune di Vigevano.

L'Amministrazione comunale in carica e quelle successive finanziarono la ristrutturazione per lotti dell'edificio, divenuto ormai fatiscente; dal 1989 al 1999 sono stati inaugurati vari reparti ed il giardino, nel 2001 è stata rifatta la recinzione, costruite autorimesse per i mezzi di trasporto, delimitati i parcheggi e ritinteggiato l'edificio.
Dal luglio 2011 la RSA "De Rodolfi" afferisce all'Azienda Speciale Multiservizi Vigevano (ASMV).